Dove dormire vicino alle Molinette se assisti un familiare
Se un familiare è ricoverato alla Città della Salute e dovete restare a Torino per settimane, le strade sono due: una casa di accoglienza gratuita oppure un appartamento vicino all'ospedale Molinette. Qui trovate come si sceglie fra le due, le distanze vere e cosa controllare prima di fissare le date.
Di Roberto, host di Nuvola Apartments Pubblicato il 10 min di lettura
A Torino chi assiste un ricoverato alla Città della Salute ha due possibilità. La prima sono le case di accoglienza gratuite: sei associazioni hanno un accordo di ospitalità con l'azienda ospedaliera, con criteri di accesso e posti limitati. La seconda è un appartamento in affitto breve nella zona degli ospedali, quando il posto non c'è o i requisiti non ci sono. La prima va provata sempre per prima.
La Città della Salute e i suoi ospedali
Quando si dice «le Molinette» spesso si intende l'intero polo. L'Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino riunisce quattro presidi nella parte sud della città, poco oltre il Valentino, a breve distanza l'uno dall'altro.
| Presidio | Che cosa è | Ingresso |
|---|---|---|
| Molinette | ospedale generale, il più grande dei quattro | corso Bramante 88 |
| CTO | traumatologia e ortopedia | via Zuretti 29 |
| Sant'Anna | ostetricia e ginecologia | corso Spezia 60 |
| Regina Margherita | ospedale pediatrico | piazza Polonia 94 |
C'è anche la Dental School, in via Nizza 230, che è già dentro la zona Lingotto. Sapere in quale presidio si trova il reparto cambia poco sulle distanze, perché sono tutti nella stessa area, ma cambia l'ingresso e il punto in cui conviene scendere dalla metropolitana.
Come si arriva al polo ospedaliero
In metropolitana
La fermata si chiama Carducci-Molinette, è sulla linea 1 e si trova su via Nizza, all'altezza di piazza Carducci. È la fermata di riferimento del polo, ma non si esce davanti al portone: dalla stazione si prosegue a piedi lungo corso Bramante, dove al civico 88 c'è l'ingresso delle Molinette.
Dalla fermata Lingotto sono due fermate soltanto: Spezia, poi Carducci-Molinette. GTT indica una percorrenza media di circa un minuto fra una stazione e l'altra, quindi sottoterra si sta poco più di due minuti. Il Sant'Anna, che è in corso Spezia 60, è ancora prima: la fermata Spezia è la prima dopo Lingotto.
Il conto porta a porta, partendo dalle vie residenziali di Nizza Millefonti dove si trova il nostro appartamento: sei minuti a piedi fino alla fermata Bengasi, quattro fermate di metropolitana (Italia 61, Lingotto, Spezia, Carducci-Molinette), poi il tratto a piedi fino all'ingresso, che cambia a seconda di quale dei quattro presidi dovete raggiungere. Chi si ferma qui ha quindi un alloggio a poche fermate dalle Molinette, senza cambi e senza bisogno dell'auto. È la differenza pratica fra fare il tragitto due volte al giorno per tre settimane e farlo attraversando mezza città. Come si confronta questa fascia con il resto di Torino, San Salvario compreso, lo trovate nella guida a le zone della città a confronto.
Una cosa da sapere sulle sere: la metropolitana chiude prima di quanto molti si aspettano nei giorni feriali, e nelle ore successive il servizio è coperto da una linea di bus sostitutiva. Prima di contare sulla metro per rientrare dopo una giornata lunga in reparto, controllate gli orari aggiornati sul sito GTT, o nella nostra guida agli orari della metro di Torino, aggiornata a ogni cambio stagionale.
In auto
Né la zona degli ospedali né quella del Lingotto rientrano nella ZTL centrale, che riguarda il centro storico ed è attiva nei giorni feriali dalle 7.30 alle 10.30, sabato escluso. Chi arriva da fuori Torino può muoversi in auto senza permessi e senza varchi da temere.
Il punto delicato è dove lasciare l'auto. Chi resta per settimane in genere la parcheggia dove dorme e prende la metropolitana per andare e tornare: evita di cercare un posto negli orari di visita, quando davanti agli ingressi si gira a vuoto, e di pagare la sosta ogni giorno. Nelle vie residenziali di Nizza Millefonti si parcheggia gratis sulla strada: gli ospiti rimasti da noi più di dieci giorni con l'auto in strada hanno sempre trovato posto al rientro, a volte con un po' più di fatica. Per farsi un'idea di com'è davvero la zona dove si alloggia, nelle settimane fra una visita e l'altra, c'è una guida a parte.
Le case di accoglienza gratuite per i familiari
La Città della Salute pubblica l'elenco delle associazioni con cui ha un accordo di ospitalità. Alla data di questo articolo sono sei: Casa del Quartiere Barrito, CasaOZ, A.Z.A.S. e Casa Amica, Dimore San Giovanni, Casa Giglio e Casa Cilla. Offrono alloggio gratuito ai familiari dei pazienti, e alcune anche ai pazienti stessi che seguono cicli di cura.
Ognuna ha un proprio pubblico, criteri di accesso diversi e un modo diverso di ricevere le richieste. L'elenco cambia nel tempo, quindi conviene partire dalla pagina degli accordi di ospitalità della Città della Salute invece che da un elenco copiato altrove: lì ci sono i riferimenti diretti di ciascuna associazione, aggiornati dall'azienda ospedaliera. Ogni presidio ha anche un punto accoglienza a cui chiedere, e il reparto sa quasi sempre a chi indirizzarvi.
La richiesta va fatta il prima possibile, anche prima che le date siano certe. I posti sono pochi e chi arriva dopo trova la lista piena.
Quanto durano davvero questi periodi lo dicono i numeri pubblicati da Reale Foundation sul progetto sostenuto con l'associazione A.Z.A.S. e Casa Amica: nel 2023 gli alloggi hanno ospitato 341 famiglie, con una permanenza media di 19 giorni; nei primi mesi del 2024, 59 famiglie con 21 giorni di permanenza media.
Tre settimane, quindi. È la misura reale del problema, ed è molto più di quanto quasi tutti mettono in conto il primo giorno.
Casa di accoglienza o appartamento vicino all'ospedale Molinette: come si sceglie
La casa di accoglienza viene prima, e non per cortesia. È gratuita, è pensata esattamente per questa situazione, e chi ci lavora conosce l'ospedale e le sue pratiche meglio di qualsiasi host. Se il caso rientra nei criteri e c'è posto, la scelta è quella e il resto di questa sezione non vi serve.
Il problema è che le due condizioni non si verificano quasi mai insieme. Ecco come si distinguono i due casi.
| Ha senso la casa di accoglienza quando | Ha senso un alloggio a pagamento quando |
|---|---|
| il ricovero è lungo e la situazione rientra nei criteri dell'associazione | non c'è posto, oppure il caso non rientra nei criteri |
| si viene da fuori regione e settimane di alloggio sono una spesa che pesa davvero | le date sono incerte e si spostano con poco preavviso |
| si è soli, e avere accanto volontari e altre famiglie nella stessa condizione conta più della riservatezza | ci si alterna in due o tre familiari e serve un posto dove darsi il cambio |
| si può aspettare la risposta alla richiesta | si parte domani e non c'è tempo di aspettare una risposta |
Non c'è nulla di scortese nel provare prima la strada gratuita, e nessuno se la prende. Chi gestisce le case di accoglienza preferisce ricevere una richiesta in più che una in meno, e chi ospita a pagamento in questa zona sa benissimo come funziona.
Cosa guardare prima di prenotare
Se la strada è quella a pagamento, le cose da controllare non sono quelle di una vacanza. In ordine di importanza:
- La distanza in fermate e in minuti, non in chilometri. Due chilometri con un cambio di autobus sono peggio di tre con la metro diretta.
- Cosa succede se le date cambiano. Il ricovero si allunga, l'intervento slitta, la dimissione arriva prima. Chiedete per iscritto come funziona la modifica prima di pagare, non dopo.
- L'orario di arrivo. Chi parte dopo una telefonata arriva a ore impossibili. Verificate che si possa entrare anche la sera tardi, e come.
- Cucina e lavatrice. Su tre settimane mangiare fuori tutti i giorni diventa insostenibile, per il costo e per la stanchezza: per la spesa settimanale c'è il mercato di Eataly Lingotto, a pochi minuti. La lavatrice conta più di qualsiasi altra dotazione.
- Il silenzio. Si dorme male comunque. Un palazzo tranquillo la notte è la cosa che fa più differenza e quella di cui si parla meno.
- La durata massima. Le locazioni brevi si fermano a 30 notti. Se prevedete di restare oltre, va detto subito, perché serve un'altra forma di contratto.
L'imposta di soggiorno e l'esenzione per motivi sanitari
A Torino l'imposta di soggiorno non si paga quando si è in città per curarsi o per assistere un degente ricoverato in una struttura sanitaria. L'esenzione vale per il paziente e per un massimo di due accompagnatori.
Per ottenerla servono due cose: una certificazione della struttura sanitaria con le generalità del paziente e il periodo del ricovero o delle prestazioni, e il modulo di esenzione da consegnare a chi gestisce l'alloggio. Vale la pena chiederla al reparto mentre siete lì, perché a distanza è più complicata da recuperare. Il regolamento e la modulistica sono sulla pagina della Città di Torino dedicata all'imposta di soggiorno, dove trovate anche gli importi aggiornati.
Chi l'imposta la paga ha in ogni caso un tetto: si versa al massimo per sette pernottamenti consecutivi, dall'ottavo non si paga più. Gli importi per tipo di struttura e l'elenco completo delle esenzioni sono nella guida alla tassa di soggiorno.
È una voce che quasi nessuno cita e che su un periodo lungo si nota. Un gestore che non conosce l'esenzione esiste: se vi viene chiesta lo stesso, il riferimento è il regolamento comunale.
Restare più settimane: cosa cambia davvero
Chi arriva per un ricovero non prenota come chi arriva per un fine settimana. Le date si spostano, l'arrivo capita a orari strani, e quello che serve dentro casa non è quello che chiede di solito un ospite.
L'altra cosa che si impara è che queste prenotazioni si fanno e si disfano. Una chiamata dal reparto sposta tutto, e chi ospita deve saperlo prima, non scoprirlo il giorno dell'arrivo. Se state confrontando più soluzioni, scrivete a ciascuna che le date potrebbero cambiare e guardate come rispondono: quella risposta vi dice più di qualsiasi descrizione.
Sul resto si può essere brevi. Serve un posto pulito, silenzioso, dove cucinare e lavare, a pochi minuti dall'ospedale, in cui si entra a qualunque ora. Tutto il resto, in queste settimane, non lo guarda nessuno.
