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Consigli · Restare a lungo

Dove dormire vicino alle Molinette se assisti un familiare

Se un familiare è ricoverato alla Città della Salute e dovete restare a Torino per settimane, le strade sono due: una casa di accoglienza gratuita oppure un appartamento vicino all'ospedale Molinette. Qui trovate come si sceglie fra le due, le distanze vere e cosa controllare prima di fissare le date.

Di Roberto, host di Nuvola Apartments Pubblicato il 10 min di lettura

Ingresso dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino
Foto di Mastrocom, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ritagliata)

A Torino chi assiste un ricoverato alla Città della Salute ha due possibilità. La prima sono le case di accoglienza gratuite: sei associazioni hanno un accordo di ospitalità con l'azienda ospedaliera, con criteri di accesso e posti limitati. La seconda è un appartamento in affitto breve nella zona degli ospedali, quando il posto non c'è o i requisiti non ci sono. La prima va provata sempre per prima.

La Città della Salute e i suoi ospedali

Quando si dice «le Molinette» spesso si intende l'intero polo. L'Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino riunisce quattro presidi nella parte sud della città, poco oltre il Valentino, a breve distanza l'uno dall'altro.

PresidioChe cosa èIngresso
Molinetteospedale generale, il più grande dei quattrocorso Bramante 88
CTOtraumatologia e ortopediavia Zuretti 29
Sant'Annaostetricia e ginecologiacorso Spezia 60
Regina Margheritaospedale pediatricopiazza Polonia 94

C'è anche la Dental School, in via Nizza 230, che è già dentro la zona Lingotto. Sapere in quale presidio si trova il reparto cambia poco sulle distanze, perché sono tutti nella stessa area, ma cambia l'ingresso e il punto in cui conviene scendere dalla metropolitana.

Come si arriva al polo ospedaliero

In metropolitana

La fermata si chiama Carducci-Molinette, è sulla linea 1 e si trova su via Nizza, all'altezza di piazza Carducci. È la fermata di riferimento del polo, ma non si esce davanti al portone: dalla stazione si prosegue a piedi lungo corso Bramante, dove al civico 88 c'è l'ingresso delle Molinette.

L'ingresso della fermata Carducci-Molinette della metropolitana su via Nizza
Foto di Pedro Nardi, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Dalla fermata Lingotto sono due fermate soltanto: Spezia, poi Carducci-Molinette. GTT indica una percorrenza media di circa un minuto fra una stazione e l'altra, quindi sottoterra si sta poco più di due minuti. Il Sant'Anna, che è in corso Spezia 60, è ancora prima: la fermata Spezia è la prima dopo Lingotto.

Il conto porta a porta, partendo dalle vie residenziali di Nizza Millefonti dove si trova il nostro appartamento: sei minuti a piedi fino alla fermata Bengasi, quattro fermate di metropolitana (Italia 61, Lingotto, Spezia, Carducci-Molinette), poi il tratto a piedi fino all'ingresso, che cambia a seconda di quale dei quattro presidi dovete raggiungere. Chi si ferma qui ha quindi un alloggio a poche fermate dalle Molinette, senza cambi e senza bisogno dell'auto. È la differenza pratica fra fare il tragitto due volte al giorno per tre settimane e farlo attraversando mezza città. Come si confronta questa fascia con il resto di Torino, San Salvario compreso, lo trovate nella guida a le zone della città a confronto.

Una cosa da sapere sulle sere: la metropolitana chiude prima di quanto molti si aspettano nei giorni feriali, e nelle ore successive il servizio è coperto da una linea di bus sostitutiva. Prima di contare sulla metro per rientrare dopo una giornata lunga in reparto, controllate gli orari aggiornati sul sito GTT, o nella nostra guida agli orari della metro di Torino, aggiornata a ogni cambio stagionale.

In auto

Né la zona degli ospedali né quella del Lingotto rientrano nella ZTL centrale, che riguarda il centro storico ed è attiva nei giorni feriali dalle 7.30 alle 10.30, sabato escluso. Chi arriva da fuori Torino può muoversi in auto senza permessi e senza varchi da temere.

Il punto delicato è dove lasciare l'auto. Chi resta per settimane in genere la parcheggia dove dorme e prende la metropolitana per andare e tornare: evita di cercare un posto negli orari di visita, quando davanti agli ingressi si gira a vuoto, e di pagare la sosta ogni giorno. Nelle vie residenziali di Nizza Millefonti si parcheggia gratis sulla strada: gli ospiti rimasti da noi più di dieci giorni con l'auto in strada hanno sempre trovato posto al rientro, a volte con un po' più di fatica. Per farsi un'idea di com'è davvero la zona dove si alloggia, nelle settimane fra una visita e l'altra, c'è una guida a parte.

Le case di accoglienza gratuite per i familiari

La Città della Salute pubblica l'elenco delle associazioni con cui ha un accordo di ospitalità. Alla data di questo articolo sono sei: Casa del Quartiere Barrito, CasaOZ, A.Z.A.S. e Casa Amica, Dimore San Giovanni, Casa Giglio e Casa Cilla. Offrono alloggio gratuito ai familiari dei pazienti, e alcune anche ai pazienti stessi che seguono cicli di cura.

Ognuna ha un proprio pubblico, criteri di accesso diversi e un modo diverso di ricevere le richieste. L'elenco cambia nel tempo, quindi conviene partire dalla pagina degli accordi di ospitalità della Città della Salute invece che da un elenco copiato altrove: lì ci sono i riferimenti diretti di ciascuna associazione, aggiornati dall'azienda ospedaliera. Ogni presidio ha anche un punto accoglienza a cui chiedere, e il reparto sa quasi sempre a chi indirizzarvi.

La richiesta va fatta il prima possibile, anche prima che le date siano certe. I posti sono pochi e chi arriva dopo trova la lista piena.

Quanto durano davvero questi periodi lo dicono i numeri pubblicati da Reale Foundation sul progetto sostenuto con l'associazione A.Z.A.S. e Casa Amica: nel 2023 gli alloggi hanno ospitato 341 famiglie, con una permanenza media di 19 giorni; nei primi mesi del 2024, 59 famiglie con 21 giorni di permanenza media.

Tre settimane, quindi. È la misura reale del problema, ed è molto più di quanto quasi tutti mettono in conto il primo giorno.

Casa di accoglienza o appartamento vicino all'ospedale Molinette: come si sceglie

La casa di accoglienza viene prima, e non per cortesia. È gratuita, è pensata esattamente per questa situazione, e chi ci lavora conosce l'ospedale e le sue pratiche meglio di qualsiasi host. Se il caso rientra nei criteri e c'è posto, la scelta è quella e il resto di questa sezione non vi serve.

Il problema è che le due condizioni non si verificano quasi mai insieme. Ecco come si distinguono i due casi.

Ha senso la casa di accoglienza quandoHa senso un alloggio a pagamento quando
il ricovero è lungo e la situazione rientra nei criteri dell'associazionenon c'è posto, oppure il caso non rientra nei criteri
si viene da fuori regione e settimane di alloggio sono una spesa che pesa davverole date sono incerte e si spostano con poco preavviso
si è soli, e avere accanto volontari e altre famiglie nella stessa condizione conta più della riservatezzaci si alterna in due o tre familiari e serve un posto dove darsi il cambio
si può aspettare la risposta alla richiestasi parte domani e non c'è tempo di aspettare una risposta

Non c'è nulla di scortese nel provare prima la strada gratuita, e nessuno se la prende. Chi gestisce le case di accoglienza preferisce ricevere una richiesta in più che una in meno, e chi ospita a pagamento in questa zona sa benissimo come funziona.

Cosa guardare prima di prenotare

Se la strada è quella a pagamento, le cose da controllare non sono quelle di una vacanza. In ordine di importanza:

  • La distanza in fermate e in minuti, non in chilometri. Due chilometri con un cambio di autobus sono peggio di tre con la metro diretta.
  • Cosa succede se le date cambiano. Il ricovero si allunga, l'intervento slitta, la dimissione arriva prima. Chiedete per iscritto come funziona la modifica prima di pagare, non dopo.
  • L'orario di arrivo. Chi parte dopo una telefonata arriva a ore impossibili. Verificate che si possa entrare anche la sera tardi, e come.
  • Cucina e lavatrice. Su tre settimane mangiare fuori tutti i giorni diventa insostenibile, per il costo e per la stanchezza: per la spesa settimanale c'è il mercato di Eataly Lingotto, a pochi minuti. La lavatrice conta più di qualsiasi altra dotazione.
  • Il silenzio. Si dorme male comunque. Un palazzo tranquillo la notte è la cosa che fa più differenza e quella di cui si parla meno.
  • La durata massima. Le locazioni brevi si fermano a 30 notti. Se prevedete di restare oltre, va detto subito, perché serve un'altra forma di contratto.

L'imposta di soggiorno e l'esenzione per motivi sanitari

A Torino l'imposta di soggiorno non si paga quando si è in città per curarsi o per assistere un degente ricoverato in una struttura sanitaria. L'esenzione vale per il paziente e per un massimo di due accompagnatori.

Per ottenerla servono due cose: una certificazione della struttura sanitaria con le generalità del paziente e il periodo del ricovero o delle prestazioni, e il modulo di esenzione da consegnare a chi gestisce l'alloggio. Vale la pena chiederla al reparto mentre siete lì, perché a distanza è più complicata da recuperare. Il regolamento e la modulistica sono sulla pagina della Città di Torino dedicata all'imposta di soggiorno, dove trovate anche gli importi aggiornati.

Chi l'imposta la paga ha in ogni caso un tetto: si versa al massimo per sette pernottamenti consecutivi, dall'ottavo non si paga più. Gli importi per tipo di struttura e l'elenco completo delle esenzioni sono nella guida alla tassa di soggiorno.

È una voce che quasi nessuno cita e che su un periodo lungo si nota. Un gestore che non conosce l'esenzione esiste: se vi viene chiesta lo stesso, il riferimento è il regolamento comunale.

Restare più settimane: cosa cambia davvero

Chi arriva per un ricovero non prenota come chi arriva per un fine settimana. Le date si spostano, l'arrivo capita a orari strani, e quello che serve dentro casa non è quello che chiede di solito un ospite.

Il consiglio dell'host Chi arriva per un ricovero fa bene a chiedere due cose prima di prenotare qualunque alloggio: si può entrare tardi la sera, e c'è la lavatrice. Da noi il check-in parte dalle 16:00 e non ha un orario di chiusura, si entra anche a mezzanotte con il codice, dopo una verifica dei documenti che facciamo da remoto; l'unico giorno in cui non si fa è la domenica. La lavatrice c'è, la cucina è completa, l'auto si lascia gratis sulla strada. Il silenzio fra le 22 e le 8 è scritto nel regolamento, e dopo una giornata in reparto conta. Un limite va detto subito: l'appartamento ha una camera e arriva a tre persone, quindi va bene per due familiari che si danno il cambio, non per una famiglia numerosa.

L'altra cosa che si impara è che queste prenotazioni si fanno e si disfano. Una chiamata dal reparto sposta tutto, e chi ospita deve saperlo prima, non scoprirlo il giorno dell'arrivo. Se state confrontando più soluzioni, scrivete a ciascuna che le date potrebbero cambiare e guardate come rispondono: quella risposta vi dice più di qualsiasi descrizione.

Sul resto si può essere brevi. Serve un posto pulito, silenzioso, dove cucinare e lavare, a pochi minuti dall'ospedale, in cui si entra a qualunque ora. Tutto il resto, in queste settimane, non lo guarda nessuno.

Domande frequenti

Quanto dista la zona Lingotto dall'ospedale Molinette?
Dalla fermata Lingotto sono due fermate di metropolitana sulla linea 1: si passa per Spezia e si scende a Carducci-Molinette, che è su via Nizza all'altezza di piazza Carducci. Dal nostro appartamento si va a piedi in sei minuti alla fermata Bengasi, e da lì le fermate sono quattro: Italia 61, Lingotto, Spezia, Carducci-Molinette. GTT indica circa un minuto di percorrenza fra una stazione e l'altra. Al conto va aggiunto il tratto fra la stazione e l'ingresso del presidio, che si percorre lungo corso Bramante.
Esistono alloggi gratuiti per i familiari dei pazienti a Torino?
Sì. Sei associazioni hanno un accordo di ospitalità con la Città della Salute e della Scienza: Casa del Quartiere Barrito, CasaOZ, A.Z.A.S. e Casa Amica, Dimore San Giovanni, Casa Giglio e Casa Cilla. Criteri di accesso e modalità di richiesta variano da una all'altra e sono elencati sulla pagina ufficiale dell'azienda ospedaliera, che è il punto da cui partire.
Quando conviene un appartamento invece di una casa di accoglienza?
Quando non c'è posto, quando il caso non rientra nei criteri dell'associazione, quando le date sono incerte e cambiano con poco preavviso, o quando più familiari si alternano e serve un posto dove darsi il cambio. La casa di accoglienza va comunque provata per prima: è gratuita ed è pensata per questa situazione.
Si paga l'imposta di soggiorno se si è a Torino per un ricovero?
No. Il regolamento della Città di Torino esenta chi si sottopone a cure e chi assiste un degente ricoverato in una struttura sanitaria, fino a due accompagnatori per paziente. Servono la certificazione della struttura con i dati del paziente e il periodo di ricovero, più il modulo di esenzione da consegnare al gestore dell'alloggio.
Si può prenotare un appartamento a Torino per più settimane?
Sì, fino a 30 notti: è il limite della locazione breve. Oltre quella soglia serve un contratto di altro tipo. Per periodi più lunghi conviene dirlo prima di prenotare, così da capire subito quale forma si può usare.